Con oltre 3mila agricoltori e allevatori arrivati da tutta la Sardegna insieme a decine di trattori, il corteo di Coldiretti ha raggiunto il Consiglio regionale in via Roma a Cagliari, dove è in corso il sit-in davanti al palazzo della politica e un incontro tra una delegazione Coldiretti e il presidente del Consiglio regionale con i capi gruppo per discutere del documento Coldiretti. Bandiere gialle, cartelli e striscioni stanno accompagnando la manifestazione mentre dalla piazza continuano a rilanciarsi le grandi vertenze che stanno attraversando il mondo agricolo sardo. Insieme al mondo delle campagne della Sardegna anche tantissimi sindaci e amministratori locali accorsi a Cagliari per stare al fianco del mondo produttivo.
LE VOCI DELLA PIAZZA. “Le imprese subiscono il maltempo, non subiscano anche ritardi”, dice un produttore di agrumi di Villacidro, ricordando come negli ultimi mesi le aziende abbiano dovuto fare i conti con eventi climatici sempre più estremi che hanno provocato danni per decine di milioni di euro tra colture distrutte, produzioni compromesse e strutture aziendali danneggiate. “Dermatite bovina: difendere il reddito degli allevatori è una priorità”, aggiunge, invece, un allevatore arrivato a Cagliari dalla Gallura, spiegando come molti allevamenti siano ancora alle prese con le conseguenze degli abbattimenti obbligatori e con i tempi lunghi necessari per ricostituire le mandrie. “Basta pratiche bloccate nei cassetti”, rilancia invece un allevatore arrivato dal Nuorese, denunciando i ritardi nelle istruttorie e nei pagamenti dei contributi che stanno mettendo in difficoltà la liquidità delle imprese e bloccando investimenti già programmati. “Stop Gestione inefficiente della risorsa idrica”, sottolineano i vertici di Anbi, l’associazione dei Consorzi di bonifica della Sardegna che denuncia i recenti rincari imposti dalle istituzioni in un momento di così grave crisi che vanno ad aggiungersi a una gestione inefficiente del sistema idrico da parte della politica.
SIT-IN. Dal palco stanno intervenendo i dirigenti Coldiretti arrivati da tutti i territori dell’isola, insieme ai presidenti e direttori provinciali e ai rappresentanti della federazione regionale, per rilanciare le principali richieste avanzate alla politica. Sul palco anche sindaci, amministratori locali e di cooperative e importanti aziende isolane. Tra i temi più sentiti dalla piazza c’è quello della gestione delle risorse idriche, considerata una delle principali infrastrutture per il futuro dell’agricoltura isolana. In Sardegna il settore agricolo utilizza circa 500 milioni di metri cubi d’acqua all’anno, ma le perdite delle reti arrivano fino al 50%, un dato che secondo Coldiretti dimostra la necessità di una programmazione strutturale con nuovi invasi, interconnessione dei bacini e investimenti per ridurre le dispersioni.
Al centro della mobilitazione anche il tema dei trasporti e dell’insularità, con le imprese agricole che negli ultimi cinque anni hanno visto crescere i costi logistici fino al 50%, un peso che riduce la competitività delle produzioni sarde sui mercati nazionali ed europei. Tra le altre questioni rilanciate dalla piazza ci sono anche la gestione dell’emergenza fauna selvatica, che sta provocando danni sempre più gravi alle coltivazioni e agli allevamenti, la difesa delle produzioni sarde contro i prodotti esteri spacciati per locali, la revisione del codice doganale europeo e l’applicazione reale del principio di reciprocità negli scambi commerciali, affinché chi esporta in Europa rispetti gli stessi standard ambientali, sanitari e di sicurezza richiesti alle imprese europee. Una piattaforma di proposte che Coldiretti ha portato oggi davanti alle istituzioni regionali chiedendo interventi concreti, tempi certi e politiche capaci di rafforzare il settore primario dell’isola.