L’accordo raggiunto oggi dalla Regione Sardegna, attraverso l’assessorato dell’Agricoltura, con Agea e Argea sul tema delle Pratiche locali tradizionali (PLT) e dei pascoli con tara, rappresenta un passaggio fondamentale che Coldiretti Sardegna ha sostenuto e accompagnato negli anni, favorendo il dialogo tra livello nazionale e regionale e contribuendo a superare una delle criticità più complesse per le aziende zootecniche dell’Isola. L’arrivo dei direttori Agea al tavolo regionale rappresenta uno dei grandi risultati della manifestazione promossa da Coldiretti lo scorso 18 marzo a Cagliari, che ha portato in piazza oltre 3 mila agricoltori.
Determinante, per il raggiungimento di questo risultato, è stata la partecipazione diretta del Direttore Generale di Agea, Fabio Vitale, che ha portato al tavolo regionale il contributo tecnico e istituzionale dell'Agenzia in modo costruttivo e risolutivo. La manifestazione promossa da Coldiretti lo scorso 18 marzo a Cagliari, inoltre, ha dimostrato come la mobilitazione e il dialogo istituzionale possano andare di pari passo. È ora il momento di consolidare questo metodo, costruendo un percorso stabile che garantisca chiarezza normativa e certezze durature al settore zootecnico sardo.
“Si tratta di un passaggio molto importante, che va nella direzione che Coldiretti ha sempre indicato – sottolinea il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu – da tempo chiediamo che le specificità dei pascoli sardi vengano riconosciute in modo stabile all’interno dei sistemi di classificazione, perché parliamo di territori che da sempre sono utilizzati per il pascolo e che rappresentano una parte fondamentale dell’economia agricola dell’Isola”. Per il direttore regionale Luca Saba, inoltre "In attesa di conoscere i dettagli dell’accordo e della sua operatività crediamo che questo passaggio odierno rappresenti il frutto del lavoro di confronto e di pressione che abbiamo portato avanti in questi mesi su tutti i tavoli istituzionali – evidenzia – abbiamo sempre sostenuto la necessità di costruire un sistema capace di rispondere alle esigenze reali delle imprese agricole e zootecniche sarde".
PERCORSO. Un percorso nel quale l’organizzazione agricola ha svolto un ruolo attivo, sia nel recente passato sia negli ultimi mesi, mantenendo alta l’attenzione sul tema e favorendo un confronto costante tra le parti coinvolte mettendo a disposizione dell'amministrazione proposte operative con un impegno e coinvolgimento diretto in tutti questi anni. Un impegno che ha consentito, già in precedenti fasi, di affrontare il problema e di sbloccare situazioni rimaste ferme, ponendo le basi per l’intesa raggiunta oggi. “La direzione che abbiamo più volte indicato - ricordano Saba e Cualbu - era quella di rendere strutturale la soluzione superando definitivamente gli ostacoli legati alla classificazione dei terreni e alla cosiddetta carta dei suoli, che non sempre riesce a rappresentare le peculiarità del territorio sardo e delle sue pratiche di pascolamento".
ATTUAZIONE. L’accordo raggiunto oggi, risultato di un lavoro condiviso e di un confronto portato avanti con determinazione, è un passo importante “ma sarà fondamentale tradurlo concretamente in atti e risultati per le aziende - aggiungono presidente e direttore - se quanto definito oggi troverà piena attuazione, potrà rappresentare davvero uno spartiacque tra una burocrazia che rallenta e una che, invece, riesce a dare risposte concrete”. L’obiettivo finale, conferma Coldiretti è quello di garantire tempi certi nei pagamenti, superare definitivamente i ritardi accumulati e dare alle imprese la possibilità di programmare con maggiore serenità le proprie attività. Un passaggio atteso da tempo dal comparto, che potrebbe segnare un cambio di passo decisivo per l’agricoltura e l’allevamento della Sardegna.
PLT. Il tema delle PLT e dei pascoli con tara ha rappresentato negli anni uno dei principali ostacoli all’accesso ai fondi Pac per molte imprese sarde, a causa di criteri di valutazione non sempre coerenti con la realtà del territorio. Le superfici di sottobosco e le aree cespugliate, infatti, pur essendo tradizionalmente utilizzate per il pascolo, sono state a lungo escluse dai finanziamenti, generando ritardi e difficoltà economiche per le aziende. Coldiretti ribadisce come il riconoscimento delle pratiche tradizionali di pascolo non sia solo una questione economica, ma riguardi anche la tenuta sociale e ambientale dei territori. Le aziende zootecniche, infatti, svolgono un ruolo fondamentale nel presidio delle aree interne, nella manutenzione del paesaggio e nella prevenzione dei rischi ambientali.